fantasticheria di un silenzio: Chem-havaya

concept, rêverie d’un silence:Chem-havaya
de Rejine Halimi
Claudio Crescentini curateur
traduction Dr Stephan Poen

CarréMagique RH E1420602824953

“Il mondo è un libro scritto in un linguaggio matematico” Galilei

Un progetto – SatorMagiaQuadra
Tre Amici
Una costruzione – fantasticheria di un silenzio: Chem-havaya
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Lavorare a questo progetto è stata un’avventura gratificante di una compartecipazione privilegiata, dolorosa, di conversazioni intime.

I tre Amici di fronte allo stesso enigma, ma come trovare la mia risposta personale, una vera sfida, un concetto più forte di una realizzazione in sé stessa.

Dal 2001, il quadrato magico è apparso sempre nel mio lavoro in maniera sistematica, scoperto oppure arbitrato attraverso la materia.
Senza aver mai saputo perché, intuitivamente, questo quadrato diventava una frazione necessaria alla costruzione di ogni opera.

Andare oggi alla congiunzione di questo progetto … sì! – senza dimenticare la mia scrittura compositiva già esistente – senza dimenticare che il mio lavoro gioca con le mie emozioni sin dalla mia prima tela.

Con questo bagaglio, quale direzione devo scegliere perché io possa rendere i miei tratti cromatici un’opera costruita, battezzata attraverso il triangolo di SatarMagiaQuadra?

Le mie ricerche mi coinvolgono verso questo viaggio e mi rivelano un Quadrato Magico sconosciuto e segreto, dell’ordine 5 raddoppiato dal Quadrato della Cabala.

Sono intrigata dalle due note – Un quadrato! – La Cabala! –  Sono affascinata altrettanto perché l’azzardo mi ha concesso di fare un vero e proprio incontro, questo Quadrato che accolgo.

Questa messinscena mi avvicina a ciò che io sono nella mia memoria, la mia storia di vita, la mia cultura, i miei radici, mia Madre.
Leggo, guardo, ascolto, mi trasmette una luce che vorrei dipingere.
Tante domande moltiplicate che devo preservare in un allineamento di pure emozioni.

Desidero associare questo nuovo incontro a un’immagine rappresentata “danzante” al mio spirito.

Vorrei tracciarne il colore, la materia, la linea, in un connubio armonioso fatto di risposte e sensazioni immediate.

Vorrei giocare nello spazio e nel tempo di questa opera con le cifre, i numeri, i simboli, le parole e soprattutto con òa mia stessa vita pienamente impegnata.

La mia scelta diventa personale. Facendo ritmare il mio pensiero, riunire la mia memoria, la mia cultura, la mia storia, mia Madre, a questo imprevedibile incrocio doppiamente magico.

Ecco alcuni sommari cammini, delle ricerche – scoperte rese allo sguardo del mio cuore.

Fantasticheria di un silenzio: Chem-havaya
I miei giochi:

– I quattro lati, fermi oppure istanti prelevati, sono la solidificazione nella perfezione.
– I quattro estremi, gli Elementi, l’acqua, il fuoco, la terra, l’aria.
– Il metallo corrispondente a questo Quadrato dell’ordine 5,il Quadrato di Marzo il ferro.
– La cifra 4, gli ebrei e il tetragramma del Nome di Dio – YHYH. Dio è Un.
– Il Gammadion, l’Uomo quadrato, le braccia tese e i piedi uniti – INRI.
– Le cifre, i numeri, le costante.
– La Guematria.
– 25 numeri.
– 25 lettere, rappresentazione delSator.
– Dei simboli.
– Un quadrato matematico di cui asse centrale di simmetria è il 13.
– Il quadrato magico della Cabala allineato a questa simmetria.
– Una somma totale di 325.una costante di 65 sulla diagonale contenente una costante centrale di 39 nel quadrato della Cabala.
– 65 Adonay-39 YHVH “Un” – 26 / numeri fondamentali.


Permettetemi di infiltrarsi senza essere invaso, ho mutare e diventare lo strumento Magic Quadrant, la porta del palazzo si aprirà.

La scrittura in ruban, “il mio segno”, uno a – venire, entrare, respirare nel mio quadrato.
Comprendere il mio souvenir di vita, un gesto che diventa una preghiera al cielo offerta a mia Madre.
Farmi addormentare dalle risonanze – “una vita creata nel mio stesso interiore della lingua scritta, delle cifre, del ritmo, delle lettere” –

Tutto si dice e tutto fa eco senza contrazione in una semplice circolazione d’energia.

Qui, non vi è alcuna rivendicazione o pretesa di precisa conoscenza.
Semplicemente un desiderio, lasciarsi infiltrare in qualcosa che è impossibile alla maestria,
qualcosa del tutto particolare, impenetrabile e manifesto allo stesso tempo.

Grazie ai miei Amici, per aver condiviso con me la forza di questa fantasticheria di un silenzio, il mio Chem-havaya.

Rejine Halimi
il 25/10/2014

Versione italiana: Dr.Stephan Poen